
Il tessuto sociale ed emotivo del nostro tempo, costantemente messo alla prova da scenari di guerra, frammentazione e polarizzazione, trova un’alternativa concreta a Roma con il ritorno del Festival della Nonviolenza Attiva. Organizzato da Energia per i diritti umani APS grazie al sostegno del Fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio del Comune di Roma, l’appuntamento si terrà il 2 e 3 ottobre 2026 negli spazi di ExtraLibera in Via Stamira 5. Non si tratterà di un semplice ciclo di conferenze, ma di un vero e proprio cantiere aperto e inclusivo a cui partecipano associazioni, collettivi, editori e cittadini. L’obiettivo comune è dar vita a una comunità della cura in grado di opporsi alla cultura del conflitto e alla normalizzazione della violenza.
L’intera narrazione e lo scheletro culturale della manifestazione si svilupperanno attraverso cinque panel tematici principali. Si comincerà con il modulo dedicato alle Migrazioni, intitolato “Oltre l’emergenza: governare le migrazioni, liberare il linguaggio”, in cui si affronterà la complessità dei flussi migratori e della tutela dei diritti in una chiave transnazionale e inclusiva. Il secondo ambito, incentrato su Pace e disarmo, proporrà il panel “Disarmiamoci: come uscire dall’economia della guerra e dalla cultura della violenza per costruire la società della cura”, per discutere la transizione da logiche belliche a modelli basati sulla cooperazione reciproca. Si proseguirà poi con lo spazio dedicato a Genere e nonviolenza, un momento di confronto tra soggettività plurali che interrogano la nonviolenza come pratica di pace e di liberazione da diverse prospettive ed esperienze. Il quarto tavolo, dedicato ad Ambiente e Conflitti, esplorerà il legame a filo doppio tra crisi ambientale, conflitti globali, giustizia climatica e pratiche nonviolente. Il percorso si concluderà infine con il quinto panel sull’Educazione nonviolenta, intitolato “Scuola, relazioni, impegno sociale”, che interrogherà i partecipanti sul ruolo fondamentale della comunità educante nel crescere e trasmettere alle nuove generazioni modelli strutturalmente nonviolenti. A arricchire l’offerta culturale ci sarà la concomitanza con Eirenefest, il festival del libro per la pace e la nonviolenza, che porterà il pubblico a stretto contatto con l’editoria indipendente e le opere di autrici e autori impegnati sul fronte dei diritti umani.
Questo appuntamento romano assume anche rilevanza internazionale poiché l’edizione 2026 si inserisce organicamente all’interno della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, la mobilitazione planetaria che tra il 21 settembre e il 4 ottobre unisce migliaia di realtà nel mondo sotto lo stesso ripudio di ogni forma di guerra. Il festival si configura così come una fitta rete partecipativa che vede la collaborazione di storiche realtà del terzo settore e del panorama culturale, tra cui La Comunità per lo sviluppo umano, il Coordinamento Volontari Roma di Emergency, ResQ – People Saving People, Multimage, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, il CESC Project, la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio e Le danze di Piazza Vittorio.
Per garantire la massima inclusione, la partecipazione a tutti i panel e ai momenti di confronto sarà interamente libera e gratuita. Tutti i dettagli sul programma completo e sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito ufficiale www.festivalnonviolenza.it o scrivendo direttamente all’indirizzo email info@festivalnonviolenza.it. Qui invece, trovate il Documento istituzionale di presentazione.


